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Non Aver Paura

Non aver paura di cambiare lavoro o di costruire la tua impresa.
Cambiare lavoro e costruire un’impresa sono due responsabilità diverse, siamo d’accordo, ma richiedono la stessa premessa: una notevole dose di coraggio. Solo se hai coraggio puoi superare la paura del fallimento, ovvero il principale motivo che ti tiene incollato al tuo posto di lavoro, nonostante non ti dia alcuna soddisfazione.

Conosco molte persone che si lamentano del proprio lavoro, non amano quello che fanno, lo sentono come un peso: quando gli chiedo cosa intendano fare per cambiare la loro situazione, non sanno rispondere. La verità è che non hanno un piano B, forse non hanno mai neanche pensato all’importanza di averne uno.
Dicono di aver paura di cambiare, di staccarsi da ciò che conoscono – ma da cui sono già mentalmente lontani – per lanciarsi in qualcosa che non sanno dove li porterà. E comunque non c’è lavoro, pagano poco e male e sfruttano i giovani. Questi sono alibi. Ricorda che la paura in molti casi è infondata e ha a che fare con un’autostima molto bassa.

Se le persone infelici del loro lavoro riuscissero ad aver chiaro cosa amano fare davvero, se si impegnassero per realizzare un progetto, smetterebbero di sopravvivere alla propria quotidianità, per raggiungere finalmente la soddisfazione.
Hai presente le persone appagate dal loro lavoro? Emanano una sorta di aurea, non si sentono mai sotto pressione e con il loro entusiasmo contagiano gli altri.
Bisogna dedicarsi al cambiamento, facendo leva sul coraggio e abbandonando la paura del giudizio degli altri. Solo se metti in conto di dedicare tempo e risorse al cambiamento, sei pronto per cominciare.

Prendi i millenials, a me sembra che vivano fuori dal mondo (nel vero senso della parola!), essendo sempre connessi. Si immaginano una realtà diversa da quella che è e contro cui andranno a sbattere: infatti quando trovano il primo impiego o iniziano a costruire la loro impresa, rimangono delusi. Pensavano sarebbe stato tutto facile, forse neanche volevano fare quello che ora fanno. La soluzione più rapida è cambiare lavoro, costruendosi un alibi – sono stato sfortunato, mi è andata male, ecc.
In realtà il problema può essere stata la mancanza di convinzione nel creare la propria start up. Forse la paura latente di fallire ha posto freni, forse il terrore del giudizio ha limitato l’iniziativa.
Decidere di rischiare il minimo con il minimo sforzo significa guadagnarsi un obiettivo certo: il fallimento.
Invece se vuoi raggiungere traguardi importanti, devi prima di tutto chiarire con te stesso quali sacrifici sei disposto a fare. Se sei pronto a confrontarti con qualcuno più bravo di te. Se sei in grado di rinunciare a uno stipendio certo per andare incontro all’incertezza. Soprattutto devi capire se desideri davvero dedicarti al cambiamento.
Guarda cosa lasci e immagina cosa puoi ottenere: se pensi ne valga la pena, sei pronto per compiere il primo passo. Ti servono coraggio, come sai già, ma anche una buona autostima e tanta umiltà. Può essere che tu commetta errori e fallisca, può essere che tu debba ricominciare da capo: non avere paura che ciò accada, sarai tanto umile da fare un passo indietro, imparare qualcosa e rialzarti.
Come dice José Hernàndez: “Il lavoro non conta nulla se non ci insegna qualcosa”. È soprattutto dagli sbagli che si impara, quindi non c’è motivo per non agire.

Può essere tu voglia cambiare e ti senta pronto a farlo, ma non abbia un obiettivo: ti consiglio di fermarti a riflettere, mettendo ben a fuoco quello che ti piace fare. Hai un hobby, una passione? Non escludere che proprio questa possa diventare il tuo nuovo lavoro. Ci vorrà del tempo prima di riuscirci, ti servirà studiare e mettere insieme varie competenze.

Bene, comincia subito. Devi sperimentare, devi metterti alla prova. Sbaglierai e ripartirai. Sbaglierai di nuovo, correggerai il tiro e correrai di nuovo verso il tuo obiettivo. Ti imbatterai in varie difficoltà, ma posso garantirti che l’universo sorride a chi desidera qualcosa. Se invece sei attanagliato da dubbi e timori, stai pur certo che non ce la farai. Fallisce non chi ha paura, ma chi si lascia sopraffare dalla paura.

Se vuoi che qualcosa accada, devi avere sufficiente volontà per farla accadere.
Metti al centro della tua attenzione il cambiamento: alla fine c’è il raggiungimento di obiettivi impensabili, mentre all’inizio ci sono l’umiltà, che è un efficace vaccino contro il proprio ego, il rispetto per se stessi e per gli altri, lo studio e la definizione degli strumenti che saranno utili per centrare l’obiettivo, che nella tua testa dovrà essere chiaro.

Sei pronto per dar vita alla tua start up!
L’età non conta, non pensare che gli anni che hai siano un limite: voglio farti l’esempio di quel signore di ottant’anni che si è laureato. Non ti servono alibi, hai solo bisogno di agire.
Sai qual è la differenza tra chi parte dallo stesso punto, stesse condizioni, stesse possibilità, poi uno ce la fa e l’altro no? L’allenamento. Chi ce la fa si è allenato in modo diverso, sapendo fin dall’inizio che non sarebbe stata una questione di fortuna né sarebbe stato semplice.
Ha sviluppato un’idea, convinto che sarebbe stata la migliore per il mondo. Il suo approccio è stato vincente perché ha ammesso i propri limiti, ha imparato dagli errori, ha saputo chiedere aiuto e si è rialzato per ricominciare. È stato resiliente, non si è lasciato soffocare dalla paura né è stato annientato dalla frustrazione.

Michael Jordan dice: “Tutti possono sbagliare, ma non accetto il fatto di non poter tentare”.
Non limitarti a sopravvivere, non adattarti a ciò che annulla la tua energia vitale, il tuo entusiasmo, non rassegnarti all’infelicità, all’insoddisfazione.
Concentrati su qualcosa che ti piace davvero, dedicagli ogni giorno energie e risorse in modo da rendere visibile l’amore che provi nei confronti del tuo progetto: stai costruendo la tua leggenda personale.

Se riesci a emozionarti raccontando il tuo sogno, sei sulla giusta strada. Ricordati che chi trasmette entusiasmo, è un rivoluzionario destinato a uscire dagli schemi, ed è facile che le persone non allenate a ricevere tale energia creativa reagiscano in modo negativo. Mi è capitato in occasione di un convegno in università, alla fine del mio racconto sul mondo delle start up una partecipante mi ha detto che il mio discorso era stato coinvolgente tanto quanto quello di un venditore di tappeti.
Ho capito che chi è entusiasta è visto come pericoloso, ma tu saprai di essere sulla giusta strada.
Sempre alla fine di quel convegno uno studente mi ha detto: “Noi dovremmo sempre partecipare a lezioni di entusiasmo”. Obiettivo raggiunto!
Mi è anche stato chiesto se improvviso o mi preparo ciò che racconto. Sono solito rispondere: “L’improvvisazione è la creatività che fa l’amore con la conoscenza”.

La vita è una start up!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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