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Talento e Passione

Ricorda una cosa importante: ognuno di noi è un talento e il talento non è altro che la creatività e la consapevolezza unite alla capacità dalla passione.

Sono cinque le parole chiave:

– talento

– creatività

– conoscenza

– passione

– capacità

Per parlarne voglio citare due frasi meravigliose:

“Non ha l’ottimo artista alcun concetto che la materia in sé non circoscriva col suo soverchio”, diceva Michelangelo, volendo intendere che l’opera d’arte è già nel blocco di marmo, va solo tolto tutto ciò che le sta intorno per liberarla.

Allo stesso modo va liberato il talento, eliminando il dannoso superfluo.

Per capirci meglio, cito una seconda frase:

“Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più…”.

Fin troppo facile citare l’Amleto, certo, ma il segreto è proprio in queste parole: vuoi essere o non essere? Devi scegliere, devi liberare l’opera d’arte che c’è dentro di te.

Per ottenere questo risultato ti servono degli strumenti: il lavoro, la costanza, la disciplina. Senza, non otterrai nulla di buono, fidati.

Infatti è vero che abbiamo la possibilità di liberare il talento che abbiamo dentro di noi, ma per riuscirci dobbiamo essere allenati a farlo: i migliori risultati arrivano se siamo liberi, indipendenti dai condizionamenti e preparati per agire verso l’obiettivo definito.

Il problema è che spesso perdiamo tempo ed energie guardando le cose dalla prospettiva sbagliata o ponendoci domande scorrette.

Ti segnalo un paio di frasi che ogni tanto pronunciano i genitori, con il risultato di uccidere il talento:

“Hai visto il tuo compagno com’è bravo?”.
“Mi hai deluso”.

Siamo abituati a ragionare in funzione del premio, del riconoscimento: se lo otteniamo, tutto bene, altrimenti la viviamo come fosse una catastrofe. Sbagliato. La vera catastrofe sono i condizionamenti: la medaglia ne è un esempio, perché non ha a che fare con la libertà, ma con i parametri di valutazione imposti dall’esterno, che poi sono limiti.

Pensa quanto tempo sprechiamo nel tentativo di imitare o copiare qualcuno. Come posso pretendere di diventare come Van Gogh se il mio talento non è quello della pittura? Ecco, mentre mi incaponisco a essere chi non sono, perdo l’occasione di trovare, coltivare, far maturare il mio talento, che è unico e irripetibile, non la fotocopia sbiadita del talento di un altro.

Chiedi a un bambino cosa vuole fare da grande: nella risposta è racchiuso un intero universo di bellezza e delicatezza.
“Da grande voglio fare il pompiere”.
Soffermati su questa risposta: pensa a quanta poesia c’è dietro questa frase, pensa quanta voglia di aiutare il prossimo, quanta umanità. Dovremmo fare come i bambini: tornare a usare la creatività per liberare il talento.

Ma attenzione: il talento è prezioso, va accudito e maneggiato con cura. Non puoi in alcun modo imporre a una persona di esprimere ciò che ha dentro, deve imparare a farlo in autonomia, onde evitare di ottenere l’effetto contrario.

Il talento è un tesoro: nell’antica grecia il talentum era una moneta, nella tradizione biblica i talenti rappresentano i doni dati da Dio all’uomo. È facile coglierne l’importanza, il suo essere unico e non trasferibile: è come una forza, una risorsa più o meno nascosta, che ogni giorno ci dice che abbiamo ancora una possibilità.

Immagina il talento come un’energia creativa, una forza che non si tiene a bada: va fatta uscire piano piano, altrimenti c’è il rischio che esploda violentemente, causando dei danni. Peggio ancora se dovesse implodere.

L’energia che hai dentro di te, quella che non si esaurisce con il passare degli anni, che non ha un’età anagrafica e che non va mai soffocata, ti condurrà all’autorealizzazione: sto parlando della possibilità di lasciare nel mondo un’impronta straordianaria.

Se non ci metti impegno e spirito di sacrificio, dedizione e abnegazione difficilemte raggiungerai i tuoi obiettivi, così come se ti distrai e sprechi le tue energie a imitare qualcuno che non sei.
Se il tuo volto non sarà illuminato da alcuna luce, vuol dire che sei sulla strada sbagliata: sembrerai spento, chiuso in te stesso.

Si dice che il talento risieda in una zona precisa del cervello, si dice che da lì partano le idee che si illuminano come lampadine. Le persone insoddisfatte sono spente, quelle creative accendono idee.
Credimi, possono portarti via tutto ciò che hai, ma il talento no, non può rubartelo nessuno. È tuo: sta a te riconoscerlo, cullarlo, proteggerlo e valorizzarlo.

Segui la tua bussola, non la strada che ti indicano gli altri. Sottraiti ai condizionamenti e ai giudizi, solo quando sarai libero, potrai esprimere tutta l’energia che hai dentro di te.

Sai cosa significa per me liberare il talento? Significa raccontarti queste cose.

Ti parlo di impegno, di perseveranza e di sacrificio nella costruzione di un percorso fatto di scelte e di libertà, e mi sento a mia volta libero di scegliere, di raccontare, di autodeterminarmi: questa è la mia leggenda personale, questa è la mia strada.

Il compito del capitano è aiutare gli altri, giovani e meno giovani, a liberare il loro talento, dopo che l’hanno riconosciuto e hanno espresso interesse a coltivarlo.

Viviamo in una società piena di limiti e paletti: se un bambino è troppo vivace, i genitori gli dicono “non urlare”, “non cantare”, “non correre”, senza rendersi conto che così frenano l’energia creativa che in quel momento si sta manifestando. La scuola uccide la creatività, ed è una cosa terribile.

Il compito del capitano è far crescere l’autostima nelle persone, sostenerle nelle difficoltà, dare loro un’altra opportunità.

Ricorda: il talento ci dice tutti i giorni che abbiamo ancora la possibilità di farcela.

 

 

 

 

 

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1 Response
  • Mario Rosini
    ottobre 5, 2018

    D accordissimo!!!!!!

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